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è una piccola casa editrice di narrativa italiana, quasi artigianale e di qualità. Pubblica romanzi e racconti inediti di nuovi autori.Le opere letterarie pubblicate da Autodafé vogliono aiutare la comprensione e la riflessione intorno alla realtà sociale dell’Italia contemporanea. Autodafé cerca buone storie e autori validi che ancora non hanno trovato la meritata visibilità nel panorama editoriale. Chi ha nel cassetto un romanzo o dei racconti che ci potrebbero interessare, può inviarci la sua produzione dopo aver consultato la pagina manoscritti.
Uscite autunno 2010
Il destino, forse, di Gabriele Damiani Ambientato nel 1993, il romanzo ci presenta in realtà una galleria di personaggi dell’Italia “minore”, come era e come continua a essere, con i suoi vizi e i suoi preconcetti. Con il realismo di chi non scade nella macchietta, l’autore delinea un ritratto impietoso di ritmi e atmosfere provinciali, che riecheggia, anche nel linguaggio e nella ritmica narrativa, i toni della grande commedia all’italiana cinematografica.

Lucertola d’autunno, di Fiamma Petrovich Dieci storie, che hanno per protagoniste persone accomunate solo dalla presenza sul luogo di un disastro ferroviario (incidente alla metropolitana di Roma, ottobre 2006). Uno spaccato di umanità della metropoli contemporanea, plurietnica e multiculturale, in cui storie private e riflessioni sociali si intrecciano componendo un quadro sfaccettato ma uniforme. Uomini e donne alla ricerca di se stessi, ma anche in rapporto con un mondo fatto di natura e di macchine.
Il Mai, di Annalisa Casalino La storia di un libro rubato è il filo conduttore di un viaggio all’interno di uno spaccato di mondo giovanile, a cavallo tra l’ultimo decennio del XX secolo e l’inizio del nuovo millennio. Procedendo attraverso un doppio binario narrativo, il romanzo porta il lettore alla scoperta di un microcosmo in cui si mescolano le ambizioni letterarie, gli studi universitari, i contrastanti stili di vita in una dinamica città di provincia, i crudi riti della gioventù, il retaggio di irrisolti problemi familiari e le speranze tradite.
Vuoti a perdere, di Pervinca Paccini Una raccolta di racconti che vanno a comporre un quadro d’insieme coerente, nel quale l’autrice, ora con spietata crudezza ora con levità, racconta percorsi umani che diventano, pur nella loro unicità, esemplarmente significativi delle angosce e dei sogni dell’Italia contemporanea: le difficoltà del rapporto di coppia, le dinamiche familiari, l’ineluttabile invecchiare come destino umano; ma si affrontano di petto anche tematiche di forte impatto, dall’immigrazione alla pedofilia, dal falso perbenismo alla precarietà del lavoro.
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