All inclusive

di Giorgia Tribuiani

Certe mattine, quando ci si sveglia, è davvero difficile decidere di essere felici: non crede anche lei? A me capita spesso. Apro gli occhi, sposto il braccio indolenzito su cui mi sono addormentato, cerco il cellulare sul comodino per vedere l’ora e, nel frattempo, non riesco ad incrociare, né col corpo né con la mente, alcun motivo che mi convinca a dire fantastico, questa sarà una giornata felice!
Le succede mai?

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Con le buone o con le cattive

di Enzo Sopegno

Lo studio è molto elegante. Alle pareti dell’ampio ingresso sono appese maschere tribali africane. E scudi dipinti e zagaglie. Questo mi fotterà un sacco di soldi, considero tra me. Anche per la segretaria non si è badato a spese: è una brunona mozzafiato, tutta curve e con un viso da bambola. Eppure non saprei che farmene di una simile puledra. Con una così finirei cornificato dopo tre giorni. No, io preferisco le donne docili e sottomesse, poco appariscenti, che sanno stare al loro posto.

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Caro Diario

di Silvia Cristini

Caro Diario,
Ma che cavolo… manco avessi dodici anni.
“Signora, faccia uno sforzo, vedrà che è molto importante.”
Questa donna, coi denti da cavallo, le sue parole mi scivolano via, non riesco a concentrarmi abbastanza perché mi perdo fissando quegli incisivi innaturalmente lunghi, curvi, così oscenamente magnetici.
“Vedrà che le sarà molto d’aiuto per mettere i punti fermi, nero su bianco in modo indelebile.”

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Cosa succederà alla ragazza?

di Rossana Girotto

Prima del loro accordo, aveva sempre avuto il problema del ritorno a casa. Era stata una fortuna, davvero, l’aver trovato quasi subito il lavoro al club dopo che la sua ditta aveva chiuso durante le ferie estive e lei era rimasta da un giorno all’altro senza il suo ventennale lavoro sicuro da impiegata e una figlia adolescente a carico.

Tornare a casa alle due del mattino era sempre stato un bel casino, per Anna.
Ogni tanto l’accompagnava Hibram, l’aiuto-cuoco senegalese, ma significava aspettare fino alle quattro, perché doveva lasciare la cucina pulita e pronta per il giorno dopo. Oppure qualcuna delle ragazze che ballavano intorno al palo, ma c’era sempre l’incognita del cliente che gradiva continuare il balletto da un’altra parte, o delle troppe sostanze ingoiate o sniffate durante la serata. Quando arrivava mezzanotte lei iniziava a pensare di dover rientrare a casa in fretta, dalla sua bambina lasciata sola, e le prendeva quell’ansia mescolata a senso di colpa.

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Finché morte non ci separi

di Laura Veroni

C’era l’assemblea d’Istituto, quella mattina. Amelia non sapeva se andare a scuola o restarsene a casa a dormire.

Si girava e rigirava nel letto nervosamente, non riuscendo a fare pace con la propria coscienza. Avesse dato ascolto alla voglia, sarebbe rimasta sotto le coperte, ma non era bello, di fronte ai professori, presentare sempre la giustificazione per una poco credibile indisposizione, ogni volta che c’era quel tipo di riunioni. Sua madre si era rifiutata di firmare le ultime due, dicendo che era stanca di coprire il suo mancato senso di responsabilità civile.

 

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La vittima e il poliziotto

di Bruno Menna

Quando Andrea uscì dalla stanza del Dirigente avvertì euforia. L’incarico ricevuto lo gratificava, dopo mesi passati a spulciare carte. Un’indagine impegnativa e delicata che poteva cambiare il suo appassito curriculum. «Mi hanno chiamato dall’alto», gli aveva riferito il superiore. «Ci tengono moltissimo».
Un caso di stalking. Una donna minacciata di morte da uno sconosciuto. «Ti devi dedicare anima e corpo a questa storia. E individuare, quanto prima, chi la sta torturando. Hai carta bianca».
Andrea passò gran parte della mattinata a leggere il fascicolo. E capì che c’era stata trascuratezza nell’investigazione. Decise di rimediare e di mettersi all’opera.

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