L’intervista

di Maurilio Riva

Come dice? Sì, sì. Siamo saliti in tre sulla torre nottetempo, senza dirlo a nessuno, portandoci negli zaini tutto quello che poteva esserci utile per i primi giorni: acqua, cibo, un po’ di farmaci essenziali, tenda, i materassini, i sacchi a pelo, la mazzetta e i lunghi chiodi di acciaio per fissare la tenda al terreno in cemento, teli di plastica.
Sì, non l’abbiamo detto a nessuno, a scanso di equivoci, perché non volevamo che questa nostra iniziativa potesse essere bloccata. Non c’era più spazio per le manfrine.

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Tutti a casa

di Pervinca Paccini

Ti apre la porta una donna sui cinquanta, l’aspetto curato, il modo di fare da persona in carriera che non ha tempo da perdere.
“Buongiorno. La dottoressa…”
“Scanziani. Lei è Silvia?”
“Sì, sono qui per il lavoro.”
“Il lavoro è mia madre, che del resto è ancora autonoma e non ha bisogno di molto. Le serve solo una persona che sbrighi qualche commissione, sistemi qua e là in casa se occorre, e soprattutto le tenga compagnia.”

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Non ci sono più le mezze stagioni

di Pierpaolo Valfré

Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l’orizzonte con sorrisi di intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo.
Dino Buzzati – Il Deserto dei Tartari.

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Andremo via anche noi

di Virginia Less

Si sta organizzando già da alcuni mesi, Giuseppe. È un uomo riflessivo, avvezzo all’uso di metodi e procedure.
A sua moglie ha deciso di non dir nulla. La divisione dei ruoli non è nata, nel loro caso, dalla sua volontà “maschilista”. Laura è una persona bisognosa di sostegno, e forse – ripensa spesso – l’ha accettato, ancora ragazzi, proprio perché le dava sicurezza.

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Il grande presentatore

di Annamaria Trevale

Sabato sera siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall’andamento della prima puntata del nuovo spettacolo “di punta” della rete. Dobbiamo confessare che, avendone seguiti già tanti nel corso della nostra (purtroppo) lunga carriera di recensori, eravamo rassegnati ad assistere alla solita stucchevole rassegna di finti duetti tra il conduttore e la celebrità di turno, volti solo alla sponsorizzazione del libro/disco/film appena scritto o interpretato dall’ospite, frammisti a brani musicali interpretati da artisti di secondo o terzo piano, noiose coreografie e siparietti comici che ci hanno sempre portato a chiederci chi s’impegnasse a ideare battute spesso atroci.

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Ruoli

di Sandra Tagliavento

Ancora due anni. Solo due lunghi anni e finalmente ne sarebbe uscito. Oramai questo era l’unico rassicurante pensiero che gli dava la forza necessaria per sopportare ciò che faceva da un trentennio. Contava quanti giorni mancassero alla fine della sua prigionia, proprio come un detenuto nella propria cella.

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Convinzioni

di Sandra Tagliavento

“Ti posso garantire che si tratta d una brava ragazza, seria, preparata e abituata al lavoro fisico e intellettuale. Allora mi fai sapere…aspetto la tua chiamata. Ti saluto!”
Aveva assistito personalmente a quella telefonata che non aveva programmato nella sua vita. Pensava di non averne bisogno, dato che si era preoccupata di prepararsi al fine di trovare una collocazione nel proprio mondo. Evidentemente chiedeva troppo.

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il vigoroso

di Enzo Sopegno

L’uomo con il vestito grigio scrolla le spalle e scuote il capo. No, non c’è niente, dice senza parlare. Non ne ha più voglia, di aprire la bocca, di pronunciare parole inutili. Tanto la risposta è sempre la stessa: non c’è lavoro. È stanco, e rassegnato tanto quanto i suoi abituali interlocutori. Spesso gli capita di avere paura. Non è raro che qualcuno si produca in escandescenze, dando così sfogo a rabbia e frustrazione repressi troppo a lungo. Più di una volta ha temuto per la sua incolumità. Il giovane che gli sta di fronte però non sembra animato da cattive intenzioni. Il suo sguardo è malinconico, è quello di una persona che ormai si è arresa, che da tempo ha smesso di lottare. Nemmeno la collera o il rancore riescono più a farsi strada, a scuotere quel corpo avvilito.

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Vacanza Romana

di Aurora Barba

Il caos regnava sovrano e più che mai.
Ornella e Don Sergio si incontrarono, anzi, meglio dire che si scontrarono, una mattina a Roma. Due figure che nulla avevano da spartire, oltre alla bellissima luce del sole romano. Ornella faceva parte di un nuovo partito. Giovane e volenterosa, aveva deciso di darsi da fare.
Don Sergio, in incognito, voleva indagare e vivere l’atmosfera vaticana del conclave.

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