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Reading del romanzo Viola di Pervinca Paccini
Introduce il Prof. Carlo Franza, docente e giornalista La Prof.ssa Gabriella Zani Leggerà alcuni brani Segue aperitivo e degustazione di pasticceria di Le Cuspidi – Raffadali (AG).
giovedì 8 marzo, ore 18.00 Artestudio 26 via Padova 26, Milano (MM Loreto)
Otto marzo con "Viola" - Perché l’8 marzo non è solo una festa, non è solo una ricorrenza. Questo giorno rimane un segnalibro per la memoria, un appuntamento per rinnovare l’impegno, un graffio che infastidisce la coscienza, una stilettata che sbreccia la superficialità della sottocultura mediatica che ha inzaccherato di banalità il suo significato. - Perché l’8 marzo non è solo donna, ma è la voce dell’altro, di tutti gli altri che ogni giorno vengono spinti ai margini perché non c’è posto per loro nell’ingranaggio economico-finanziario di oggi che cancella i diritti e li sostituisce, al massimo, con la beneficenza. - Perché “Viola” è la storia di due sorelle e delle loro compagne di studi e di lotte. È la storia della fatica di riconoscersi nel corpo, nei sentimenti, nella testa come uguali ai maschi senza però avere paura delle differenze. - Perché “Viola” racconta i giovani, quelli di ieri che hanno creduto ad un’utopia e quelli di oggi costretti a non credere più in niente. Racconta degli ex ragazzi del sessantotto che devono oggi, insieme ai loro figli, ridisegnare la propria mappa personale e politica smentendo chi attribuisce agli adulti garantiti la responsabilità della precarietà dei giovani e predica l’equità sociale sempre e soltanto fra chi è povero oggi, alla fine della carriera e chi lo sarà ancora di più domani senza una carriera. - Perché i grandi movimenti non hanno cambiato la politica, ma hanno cambiato la vita. Protagoniste di questo cambiamento che ha investito i rapporti familiari, la società, la cultura, il costume sono state le donne e lo sono ancora oggi di fronte all’arroganza di chi vorrebbe distruggere conquiste che sono per noi tutte irrinunciabili. Pervinca Paccini
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