Commando

di Silvia Cristini

Solo il giorno prima Michela era sul terrazzo di casa, ad ammirare incredula i pomodori pachino piccoli e verdi, appena spuntati. Quest’anno ha deciso di improvvisare un orto sul balcone: rivolto a sud, l’ideale, il sole che picchia tutto il giorno, lo sa bene d’estate che si muore di caldo e la brezza del suo mare non ce la fa ad arrivare a portare un po’ di frescura. Zucchine, fagiolini che si arrampicano su un reticolo di sostegno, un po’ di insalata verde. Tutto rigorosamente biologico, che bisogno c’è di inzuppare di chimica quello che poi dobbiamo mangiare. Bastano pochi minuti di amorevoli cure ogni giorno perché tutto cresca rigoglioso. Per questo è un po’ preoccupata, da domani non sarà piu lei a prendersi cura del suo orto casalingo e chissà per quanto tempo, magari per sempre. Quattro gocce di Rescue Remedy presto, ne ha fatto scorta da portarsi dietro.

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La vittima e il poliziotto

di Bruno Menna

Quando Andrea uscì dalla stanza del Dirigente avvertì euforia. L’incarico ricevuto lo gratificava, dopo mesi passati a spulciare carte. Un’indagine impegnativa e delicata che poteva cambiare il suo appassito curriculum. «Mi hanno chiamato dall’alto», gli aveva riferito il superiore. «Ci tengono moltissimo».
Un caso di stalking. Una donna minacciata di morte da uno sconosciuto. «Ti devi dedicare anima e corpo a questa storia. E individuare, quanto prima, chi la sta torturando. Hai carta bianca».
Andrea passò gran parte della mattinata a leggere il fascicolo. E capì che c’era stata trascuratezza nell’investigazione. Decise di rimediare e di mettersi all’opera.

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Filosofia domestica

di Silvia Cristini

“E a un certo punto lui dice che è bello arrivare a 65 anni e prendersi il gusto  di fare quel cazzo che ti pare e la molla lì. Capito?”
“Chi?”
“Jep molla lì la Ferrari come una scema (dopo averci fatto una scopata probabilmente neanche troppo mitica) che se la tirava con i ‘selfie’. E capisci anche quanto lui sia un profondo conoscitore della società di oggi, con ‘sta gente vuota che non ha niente di meglio da fare che fotografare se stessa e mostrarlo agli altri, come fosse una forma d’arte, capisci?”
“Ma lui chi?”
“Minchia, lui, il regista, ma di che ti ho parlato finora?”

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Per forza maggiore

di Sandra Tagliavento

La sala d’attesa era gremita di persone che come lui, disperatamente, cercavano un lavoro. L’ennesimo colloquio dal quale non si aspettava assolutamente nulla, eppure, non si sa per quale assurdo istinto di sopravvivenza, continuava a cercare. Se non altro per zittire sua madre che non ne poteva più di vedergli buttare al vento tanti anni di studio più o meno appassionato; il “più o meno” era da attribuire al fatto che già durante il periodo universitario non nutriva grandi speranze riguardo al fatto che la laurea gli avrebbe spalancato le porte del mondo del lavoro; in un certo senso lo studio aveva rappresentato un ripiego derivante dal fatto di non essere riuscito a trovare subito un impiego dopo il diploma, ma aveva comunque scoperto il piacere della cultura, in particolare per le materie giuridiche.

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L’aula

di Enzo Sopegno

Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli…
Lo aveva detto, e lo aveva fatto. Non come quell’altro, quello pelato, che tanti anni prima aveva proferito la medesima minaccia ma non l’aveva attuata, anche se poi si era macchiato di nefandezze ben peggiori. A modo loro, si tratta comunque di due sbruffoni, di due pericolosi gradassi. In ogni caso tocca a me affrontare quest’ultimo, l’attore riccioluto.
Percorro a piedi le vie della Città Eterna che, come sempre, pare indifferente alle miserie umane. Ne ha viste troppe ormai, ha perso la capacità di stupirsi, preferisce sonnecchiare in paziente attesa che anche ciò che sta accadendo in questi giorni cupi trascorra e si trasformi con rapidità in storia.

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Serata in famiglia

di Agostino Longhi

Sono da poco passate le otto di sera. L’avvocato Stefano Brighi è appena rientrato in casa. Fa giusto in tempo a posare la borsa in un angolo del corridoio e a togliersi il cappotto, prima di ritrovarsi investito dal piccolo Luca.
«Papà! Papà!» Il bambino gli salta al collo.
Il padre lo bacia sulla fronte, lo posa a terra, gli fa una rapida carezza.
Il bambino corre verso la cucina, il padre lo segue e butta dentro l’occhio. La moglie gli si fa incontro, i due si scambiano un rapido bacio tra bocca e guancia.

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Narrativo presente


Racconti a tema per riflettere sulla società italiana
luglio-agosto
2016

Io decido

Chi vince governa
Matteo Renzi- frase detta più volte, in diverse circostanze e con diversi riferimenti, fra il 27 maggio e il 10 giugno 2016

Questa radicale mutazione della forma di governo nel suo opposto e questa oscena mistificazione di una qualche ipotesi di democrazia si connettono con la cosiddetta “riforma” del Parlamento che maschera, col superamento del bicameralismo paritario, l’eliminazione di un contropotere allo strapotere del capo del governo nel regime che Renzi sta costruendo, quello dell’autoritarismo.
Libertà e Giustizia – 5 maggio 2015

Max Weber ricorre a due fondamentali esempi storici, nei quali gli elettori furono chiamati a sanzionare la conquista del potere politico con l’espressione di un voto di approvazione a una persona. Di qui, quella che costituisce, probabilmente, la caratteristica fondamentale del plebiscitarismo: elezioni totalmente personalizzate.
Enciclopedia delle Scienze Sociali – Treccani

Bisogna far progredire una diversa cultura, come ad esempio quella della mediazione politica, come una delle forme di mediazione sociale. Cultura dell’interesse generale la prima, cultura del bene comune la seconda.
dal sito lademocraziacristiana.it

Decisionista: Chi passa rapidamente all’azione e privilegia le proprie decisioni sulla riflessione e sul confronto con gli altri.
dizionari.corriere.it

Essere un re Tentenna: Essere una persona perennemente insicura, indecisa, esitante e piena di dubbi. Deriva dal soprannome dato al re Carlo Alberto.
dizionari.corriere.it

La capacità di decidere non è una virtù in se stessa.
aforisma di Arthur Bloch

Attenzione
In considerazione del periodo estivo, il tema proposto resterà invariato per i mesi di luglio e agosto.
Per partecipare al progetto Narrativo Presente, i racconti devono pervenire entro il termine ultimo del 28 agosto.
Sempre in ragione del periodo feriale, la pubblicazione sui siti, durante il mese di agosto, potrà avvenire con qualche giorno di ritardo rispetto all’invio.

Clicca per le regole di partecipazione e l’invio dei racconti



Racconti a tema per riflettere sulla società italiana

A partire da gennaio 2013 Autodafé Edizioni ha lanciato un nuovo progetto aperto a tutti gli scrittori

Attraverso la raccolta e la pubblicazione di racconti vogliamo:
– raccontare la società italiana contemporanea
– far nascere un’idea e creare una narrazione partendo da un fatto, una frase o una notizia
– dare una dignità letteraria alla cronaca dei nostri giorni, unendo realtà e finzione
– aprire uno spazio dedicato ai racconti degli scrittori in cerca di una vetrina
– formare una comunità di narratori interessati a crescere lavorando con la nostra casa editrice
– divulgare la narrazione del presente in forma diretta, agile e innovativa
– costruire un archivio della memoria per la letteratura attenta al sociale

Raccogliamo le proposte narrative di tutti coloro che vogliono partecipare al progetto, attraverso racconti ai quali diamo visibilità e dignità letteraria.

Per saperne di più:
filosofia del progetto
regole per la partecipazione

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