Io sono Maddalena e non perdono

di Laura Veroni

Non avrebbe guardato quel film, non una seconda volta.
La Rai stava per trasmettere La Passione di Cristo, che Maddalena aveva già visto, anni addietro. Aveva troppo sofferto, specialmente nel guardare la scena della flagellazione. Maddalena aveva ancora vivide nella mente e negli occhi le immagini della carne di Cristo che si lacerava sotto le frustate, il sangue sparso sulla piazza, la Madonna che piangeva e si disperava davanti al dolore di quel figlio massacrato, vilipeso, umiliato.

leggi tutto

Finché morte non ci separi

di Laura Veroni

C’era l’assemblea d’Istituto, quella mattina. Amelia non sapeva se andare a scuola o restarsene a casa a dormire.

Si girava e rigirava nel letto nervosamente, non riuscendo a fare pace con la propria coscienza. Avesse dato ascolto alla voglia, sarebbe rimasta sotto le coperte, ma non era bello, di fronte ai professori, presentare sempre la giustificazione per una poco credibile indisposizione, ogni volta che c’era quel tipo di riunioni. Sua madre si era rifiutata di firmare le ultime due, dicendo che era stanca di coprire il suo mancato senso di responsabilità civile.

 

leggi tutto

Così aveva detto

di Laura Veroni

Il fumo della sigaretta usciva ad anelli concentrici dalla bocca di Fabio, che pareva un abile giocoliere, pronto ad infilare invisibili birilli.
Seduto sul bordo della vasca, nudo come un verme, si osservava le dita dei piedi, aperte sulle piastrelle, e lasciava dissipare i pensieri tra il vapore dell’acqua bollente.
A un tratto, si alzò e contemplò la propria immagine allo specchio, disappannandolo con l’asciugamano, che scricchiolò sul vetro: un po’ di rughe, il viso scavato dalle preoccupazioni, la barba incolta, un accenno di borse sotto gli occhi. Anche l’addome non era più tonico come un tempo, ma, nel complesso, poteva dirsi un uomo ancora attraente. 58 anni portati bene, nonostante tutto.

leggi tutto