Zoe & Arturo

di Pervinca Paccini

Eccoci qua.
Stiamo aspettando che l’impiegata della banca ci riceva e siamo un po’ agitati. Per via del mutuo.
Se non ce lo danno?
Se non ce lo danno, crolla tutto. Addio sogni. Oppure bisognerà inventarsi qualcos’altro. Però quella dell’enolibreria è una bella idea e deve funzionare. Per forza.
Arturo sembra tranquillo, ma lui non è pessimista come me, sa dare il giusto peso alle cose, anche perché è più informato; fa tutt’uno con il computer ormai, sempre lì, giorno e notte a setacciare la rete per trovare dati e contatti utili per la nostra impresa. Quando scopre una nuova grana, intensifica le ricerche: per lui è una sfida, mentre a me casca il mondo addosso. Adesso legge il giornale come se niente fosse mentre io mi mangio le unghie. Lo invidio.

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Tutti a casa

di Pervinca Paccini

Ti apre la porta una donna sui cinquanta, l’aspetto curato, il modo di fare da persona in carriera che non ha tempo da perdere.
“Buongiorno. La dottoressa…”
“Scanziani. Lei è Silvia?”
“Sì, sono qui per il lavoro.”
“Il lavoro è mia madre, che del resto è ancora autonoma e non ha bisogno di molto. Le serve solo una persona che sbrighi qualche commissione, sistemi qua e là in casa se occorre, e soprattutto le tenga compagnia.”

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Libero

di Pervinca Paccini

Non sono un barbone.
Sì, lo so che quelli come me non sanno di essere barboni e tuttavia in genere lo sono. Ne ho sentito uno che diceva: “All’Ortles non ci vado. Son tutti pezzenti e io in mezzo ai pezzenti non ci sto.” Mi veniva da ridere perché più barbone di lui non ho mai visto nessuno, eppure l’idea di esserlo non lo sfiorava nemmeno.

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Il pane quotidiano

di Pervinca Paccini

“Tu cosa dici?”
“Cosa vuoi che dica? Mi sembrano pochi.”
“Sono una miseria. Questa casa ci è costata molto di più; tanta fatica e poi sempre lì a risparmiare per tirarla su. Trent’anni in Svizzera ad aspettare le ferie per correre qui a costruirne un pezzetto per volta.”
“Ora però quella della finanziaria è l’unica offerta che abbiamo ricevuto e se non prendiamo un po’ di soldi, come facciamo con il debito?”

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