L’aula

di Enzo Sopegno

Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli…
Lo aveva detto, e lo aveva fatto. Non come quell’altro, quello pelato, che tanti anni prima aveva proferito la medesima minaccia ma non l’aveva attuata, anche se poi si era macchiato di nefandezze ben peggiori. A modo loro, si tratta comunque di due sbruffoni, di due pericolosi gradassi. In ogni caso tocca a me affrontare quest’ultimo, l’attore riccioluto.
Percorro a piedi le vie della Città Eterna che, come sempre, pare indifferente alle miserie umane. Ne ha viste troppe ormai, ha perso la capacità di stupirsi, preferisce sonnecchiare in paziente attesa che anche ciò che sta accadendo in questi giorni cupi trascorra e si trasformi con rapidità in storia.

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Serata in famiglia

di Agostino Longhi

Sono da poco passate le otto di sera. L’avvocato Stefano Brighi è appena rientrato in casa. Fa giusto in tempo a posare la borsa in un angolo del corridoio e a togliersi il cappotto, prima di ritrovarsi investito dal piccolo Luca.
«Papà! Papà!» Il bambino gli salta al collo.
Il padre lo bacia sulla fronte, lo posa a terra, gli fa una rapida carezza.
Il bambino corre verso la cucina, il padre lo segue e butta dentro l’occhio. La moglie gli si fa incontro, i due si scambiano un rapido bacio tra bocca e guancia.

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Lift

di Silvia Cristini

“Che manipolo di irresponsabili.”
“Incredibile. Dovrebbero arrestarli tutti all’istante. Ma hai visto, Attilio?”
Nel bar dell’ospedale hanno appena installato un televisore maxischermo, io e alcuni colleghi siamo in piedi vicino al bancone, per un caffè veloce. Il volume è spento e le ultime imprese dei parlamentari, mute, fanno ancora più impressione; come guardare le immagini girate dalle videocamere nascoste, che riprendono violenti teppisti in azione.
Manipolo. Eppure è curiosa l’accezione di questo termine in senso negativo. Nell’uso corrente ha sempre una valenza positiva: subito mi immagino un manipolo di eroi.

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Ovvove, ovvove!

di Danilo Cucuzzo

Sua Eccellenza mi ha chiesto di raggiungerlo alla spa. Sono il suo assistente particolare, i miei amici non fanno che ripetermi quanto sia fortunato ad avere un lavoro del genere alla mia età. Ho ventisette anni e due lauree, più un master in politica internazionale conseguito alla Columbia University. Sono fortunato? Sì, probabilmente sì, ma lo so io quanto ci vuole per stare appresso a Sua Eccellenza.

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Erano belli quei tempi

di Danilo Cucuzzo

Erano belli quei tempi. Lo trattavano con deferenza ovunque andasse, se raccontava una delle sue sciape barzellette gli astanti ridevano e tutti, uomini e donne, si spintonavano pur di andarlo a salutare e stringergli la mano: le signore con un sorriso e gli uomini con un leggero inchino. Era entrato a far parte dell’alta società cittadina, non c’era un evento al quale non fosse invitato e, se per caso doveva rinunciare per improrogabili impegni già precedentemente assunti, trascinava nello sconforto coloro i quali lo avevano invitato nella speranza di dare maggior lustro all’iniziativa che avevano organizzato.

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Nel nome del popolo

di Francesca Giorgi

– Signor Bruno, ci racconti la sua storia.
Il presidente della commissione si accomodò sulla poltrona; l’aria stanca e annoiata di chi si presta a sentir ripetere la stessa storia per l’ennesima volta.
– Signor giudice, vede…
– Commissario  – sbuffò il presidente – mi chiami commissario, al massimo presidente. Questa è una commissione, quante volte devo ripeterlo; non è un tribunale!
– Mi scuso, signor commissario – riprese l’uomo anziano; la voce tremolante di chi siede di fronte all’autorità – dunque… quel pezzo di terra al fiume, dove c’era la mia casa è della mia famiglia da generazioni. Io l’ho ereditato da mio padre, insieme alla casa in piazza, dove sono nati i miei figli e ora lì, in paese, ci abita il primogenito Nino.

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Narrativo Presente

Riparte a inizio di febbraio il Narrativo Presente. Filosofia e finalità del progetto sono quelle di sempre, ma la novità è costituita dalla collaborazione, in fase di preparazione e selezione dei racconti, con la community di giovani autori che animano Emergenza Scrittura. Nel blog della casa editrice è spiegato più ampiamente il senso e l’obiettivo di questa collaborazione.
L’invito alla scrittura è, come sempre, rivolto a tutti. Per le regole di partecipazione si veda la pagina relativa.
Dall’1 febbraio, ogni primo giorno del mese, verranno lanciati titolo e temi su cui gli autori sono chiamati a cimentarsi. Da aprile, con la raccolta dei racconti selezionati in febbraio, riprenderà la pubblicazione dell’ebook mensile coi migliori contributi dai narratori del presente.

Narrativo presente


Racconti a tema per riflettere sulla società italiana
luglio-agosto
2016

Io decido

Chi vince governa
Matteo Renzi- frase detta più volte, in diverse circostanze e con diversi riferimenti, fra il 27 maggio e il 10 giugno 2016

Questa radicale mutazione della forma di governo nel suo opposto e questa oscena mistificazione di una qualche ipotesi di democrazia si connettono con la cosiddetta “riforma” del Parlamento che maschera, col superamento del bicameralismo paritario, l’eliminazione di un contropotere allo strapotere del capo del governo nel regime che Renzi sta costruendo, quello dell’autoritarismo.
Libertà e Giustizia – 5 maggio 2015

Max Weber ricorre a due fondamentali esempi storici, nei quali gli elettori furono chiamati a sanzionare la conquista del potere politico con l’espressione di un voto di approvazione a una persona. Di qui, quella che costituisce, probabilmente, la caratteristica fondamentale del plebiscitarismo: elezioni totalmente personalizzate.
Enciclopedia delle Scienze Sociali – Treccani

Bisogna far progredire una diversa cultura, come ad esempio quella della mediazione politica, come una delle forme di mediazione sociale. Cultura dell’interesse generale la prima, cultura del bene comune la seconda.
dal sito lademocraziacristiana.it

Decisionista: Chi passa rapidamente all’azione e privilegia le proprie decisioni sulla riflessione e sul confronto con gli altri.
dizionari.corriere.it

Essere un re Tentenna: Essere una persona perennemente insicura, indecisa, esitante e piena di dubbi. Deriva dal soprannome dato al re Carlo Alberto.
dizionari.corriere.it

La capacità di decidere non è una virtù in se stessa.
aforisma di Arthur Bloch

Attenzione
In considerazione del periodo estivo, il tema proposto resterà invariato per i mesi di luglio e agosto.
Per partecipare al progetto Narrativo Presente, i racconti devono pervenire entro il termine ultimo del 28 agosto.
Sempre in ragione del periodo feriale, la pubblicazione sui siti, durante il mese di agosto, potrà avvenire con qualche giorno di ritardo rispetto all’invio.

Clicca per le regole di partecipazione e l’invio dei racconti



Racconti a tema per riflettere sulla società italiana

A partire da gennaio 2013 Autodafé Edizioni ha lanciato un nuovo progetto aperto a tutti gli scrittori

Attraverso la raccolta e la pubblicazione di racconti vogliamo:
– raccontare la società italiana contemporanea
– far nascere un’idea e creare una narrazione partendo da un fatto, una frase o una notizia
– dare una dignità letteraria alla cronaca dei nostri giorni, unendo realtà e finzione
– aprire uno spazio dedicato ai racconti degli scrittori in cerca di una vetrina
– formare una comunità di narratori interessati a crescere lavorando con la nostra casa editrice
– divulgare la narrazione del presente in forma diretta, agile e innovativa
– costruire un archivio della memoria per la letteratura attenta al sociale

Raccogliamo le proposte narrative di tutti coloro che vogliono partecipare al progetto, attraverso racconti ai quali diamo visibilità e dignità letteraria.

Per saperne di più:
filosofia del progetto
regole per la partecipazione

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