Educazione civica

di Oriano Colombo

Quel sabato sera, Gianni era solo in casa. La moglie si era combinata un certo evento cultural-mondano, i ragazzi erano a divertirsi da qualche parte. Lui non se ne dispiaceva: avrebbe guardato con calma e senza intrusioni la partita del Milan, per il quale faceva il tifo da ragazzo e tutto sommato anche ora, per quanto da ormai una ventina d’anni questa appartenenza gli creasse disagio.

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Il Grosso

di Alessandro Didoni

Il professore di italiano è una brava persona. Bisogna riconoscerlo, io le brave persone non riesco a trattarle male. Sono uno pieno di buoni sentimenti. Lo so quanto ci tiene che i suoi ragazzi dopo le medie facciano le scuole superiori. Devono prendere un diploma e se possibile continuare gli studi. “La cultura e la formazione scolastica è importante per il mondo del lavoro” e tutte queste belle parole. Mi fa tenerezza quest’uomo.

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Ultimo anno di liceo

di Annamaria Trevale

A Marco il primo giorno di scuola è sempre sembrato il peggiore dell’anno, fin da quando ha iniziato a frequentare le elementari.
Si divertiva soltanto quand’era ancora piccolo e andava all’asilo, dove era uno dei capi indiscussi della classe, sempre in prima linea a organizzare giochi fantasiosi che trascinavano i compagni e lasciavano spesso a bocca aperta persino le maestre. Gran bei tempi, quelli: si giocava un sacco, ci si divertiva, e non esistevano ancora i compiti da svolgere a casa.

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Orario provvisorio – Orario definitivo

di Nicola Terracciano

Da qualche parte bisognava pur cominciare, pensò Francesco. E, visto che c’erano davanti ancora un paio di mesi, tanto valeva iniziare dalle cose piccole e dolorose, da quelle rinunce che davano il segno del prossimo futuro che li attendeva.
La casa, ormai, l’avevano venduta. Rimettendoci, perché l’avevano acquistata negli anni della bolla immobiliare, mentre adesso il mercato ristagnava e ribassava. Ma pazienza: i soldi presi non erano comunque pochi e servivano a ripianare almeno i debiti più urgenti, quelli che andavano sanati per poter tirare avanti l’attività senza rischiare una procedura di fallimento.

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La scuola è vita

di Silvia Cristini

‘Quando lessi per la prima volta Via col vento avevo solo sette anni, non è che ci capii molto; però mi chiamo come lei, Rossella, e allora mi toccò leggerlo per forza, prima possibile.
Mia mamma comprò il libro a vent’anni e si innamorò subito di Rhett Butler, ma poi odiava il baffetto – come si chiamava? l’attore interprete del film – perché diceva che non gli somigliava per niente, al vero Rhett del libro. Manco l’avesse conosciuto di persona.

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