Commando

di Silvia Cristini

Solo il giorno prima Michela era sul terrazzo di casa, ad ammirare incredula i pomodori pachino piccoli e verdi, appena spuntati. Quest’anno ha deciso di improvvisare un orto sul balcone: rivolto a sud, l’ideale, il sole che picchia tutto il giorno, lo sa bene d’estate che si muore di caldo e la brezza del suo mare non ce la fa ad arrivare a portare un po’ di frescura. Zucchine, fagiolini che si arrampicano su un reticolo di sostegno, un po’ di insalata verde. Tutto rigorosamente biologico, che bisogno c’è di inzuppare di chimica quello che poi dobbiamo mangiare. Bastano pochi minuti di amorevoli cure ogni giorno perché tutto cresca rigoglioso. Per questo è un po’ preoccupata, da domani non sarà piu lei a prendersi cura del suo orto casalingo e chissà per quanto tempo, magari per sempre. Quattro gocce di Rescue Remedy presto, ne ha fatto scorta da portarsi dietro.

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Caro Diario

di Silvia Cristini

Caro Diario,
Ma che cavolo… manco avessi dodici anni.
“Signora, faccia uno sforzo, vedrà che è molto importante.”
Questa donna, coi denti da cavallo, le sue parole mi scivolano via, non riesco a concentrarmi abbastanza perché mi perdo fissando quegli incisivi innaturalmente lunghi, curvi, così oscenamente magnetici.
“Vedrà che le sarà molto d’aiuto per mettere i punti fermi, nero su bianco in modo indelebile.”

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Filosofia domestica

di Silvia Cristini

“E a un certo punto lui dice che è bello arrivare a 65 anni e prendersi il gusto  di fare quel cazzo che ti pare e la molla lì. Capito?”
“Chi?”
“Jep molla lì la Ferrari come una scema (dopo averci fatto una scopata probabilmente neanche troppo mitica) che se la tirava con i ‘selfie’. E capisci anche quanto lui sia un profondo conoscitore della società di oggi, con ‘sta gente vuota che non ha niente di meglio da fare che fotografare se stessa e mostrarlo agli altri, come fosse una forma d’arte, capisci?”
“Ma lui chi?”
“Minchia, lui, il regista, ma di che ti ho parlato finora?”

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Lift

di Silvia Cristini

“Che manipolo di irresponsabili.”
“Incredibile. Dovrebbero arrestarli tutti all’istante. Ma hai visto, Attilio?”
Nel bar dell’ospedale hanno appena installato un televisore maxischermo, io e alcuni colleghi siamo in piedi vicino al bancone, per un caffè veloce. Il volume è spento e le ultime imprese dei parlamentari, mute, fanno ancora più impressione; come guardare le immagini girate dalle videocamere nascoste, che riprendono violenti teppisti in azione.
Manipolo. Eppure è curiosa l’accezione di questo termine in senso negativo. Nell’uso corrente ha sempre una valenza positiva: subito mi immagino un manipolo di eroi.

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Guadalupe

di Silvia Cristini

Quell’estate dovevo, credo per la prima volta in vita mia, trascorrere le vacanze da sola.
Quindici giorni da panico durante i quali era d’obbligo allontanarsi da quella casa vuota e silenziosa.
Quindici giorni odiosi che non sapevo come riempire e far passare nel modo più veloce possibile.
Escludendo categoricamente vacanze coi bambini degli altri, con mia madre, con pietosi gruppi per single, mi restava una sola possibilità: i wwoofer.

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La scuola è vita

di Silvia Cristini

‘Quando lessi per la prima volta Via col vento avevo solo sette anni, non è che ci capii molto; però mi chiamo come lei, Rossella, e allora mi toccò leggerlo per forza, prima possibile.
Mia mamma comprò il libro a vent’anni e si innamorò subito di Rhett Butler, ma poi odiava il baffetto – come si chiamava? l’attore interprete del film – perché diceva che non gli somigliava per niente, al vero Rhett del libro. Manco l’avesse conosciuto di persona.

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